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Da tutto il mondo a taglio di Po per parlare di innalzamento dei mari.

Nell’ambito del Forum Mondiale della Gioventù del programma MAB (uomo e biosfera) di Unesco, l’associazione internazionale DELTAMED, impegnata nella salvaguardia delle aree deltizie e lagunari del Mediterraneo, di cui il Consorzio Veneto Orientale è membro, ha organizzato un convegno internazionale sul tema degli effetti del cambiamento climatico sulle aree lagunari che si è tenuto nella bella sede del museo regionale della bonifica di Taglio di Po.

Davanti a un pubblico di giovani provenienti dai 92 paesi sedi di aree MAB, di studiosi e di tecnici della gestione idraulica del territorio, studiosi di università e centri di ricerca di varie parti del mondo hanno relazionato circa lo stato attuale delle conoscenze in materia di cambiamento del clima e delle influenze che questo ha sull’innalzamento del livello medio del mare e delle potenziali conseguenze sulle aree costiere.

Dopo gli onori di casa da parte del Presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Tugnolo e del Sindaco di Taglio di Po, Siviero, il Direttore Generale di ANBI, l’associazione nazionale dei Consorzi di bonifica, Massimo Gargano, nei suoi saluti ha puntato il dito contro la disattenzione della politica nei confronti delle tematiche legate alla difesa idraulica e alla gestione delle risorse idriche, probabilmente dovuta al fatto che gli effetti che queste attività sortiscono sul territorio hanno tempi che non sono compatibili con quelli elettorali. Ha quindi annunciato l’istituzione di “Irrigants d’Europe” che, insieme con le associazioni dei consorzi di Spagna, Portogallo e Francia, intende portare in seno all’Unione Europea le istanze dell’agricoltura irrigua, e una rimodulazione della direttiva acque dell’UE che tenga conto di questa specificità. Ha infine invitato la classe politica ad attrezzarsi per affrontare queste problematiche in modo efficace.

Ad aprire la parte prettamente scientifica del congresso è stata Vanessa Cardin, dell’Istituto Nazionale di Oceanografia, che ha parlato di dati climatologici e mareografici e dei possibili scenari futuri.

Luis Berga dell’Università di Barcellona ha incentrato il suo intervento sulle conseguenze dell’innalzamento del livello del medio mare sulle aree deltizie, con particolare riferimento al bacino del Mediterraneo.

Sono poi stati affrontati alcuni casi di studio.

Tatiana Manotas Romero, dell’Università di Buenos Aires, ha trattato il caso del Rio Paranà della Città di Buenos Aires.

Luigi D’Alpaos, dell’Università di Padova, ha tracciato gli scenari per noi più inquietanti: quelli degli effetti dell’innalzamento del medio mare sulla laguna di Venezia e sui territori adiacenti.

Stefania Girardi, consulente in Senegal, ha parlato del Casamance, Massimo Sarti dell’Università di Ancona di Sudest asiatico e Abd El Azim El Tantawi Badawi dell’Istituto di Agronomia Sperimentale del Cairo, ha relazionato circa la regressione del delta del Nilo e della conseguente riduzione della disponibilità di acqua dolce per la produzione agricola in Egitto.